C’è chi in viaggio cerca una bella strada e chi, davanti a una cartina, comincia a contare i passi alpini. Curve, tornanti, valichi e panorami diventano una collezione personale. Da questa filosofia è nata la 100 Colls, una sfida di mototurismo che a settembre ha fatto il grande salto: la prima edizione francese, dall’11 al 13 settembre 2026, sulle strade delle Alpi.
Non è una gara di velocità e non è una gita. È qualcosa di mezzo, e proprio per questo può diventare il nuovo sogno di molti motociclisti europei. Ma questa maratona a tappe potrebbe sbarcare presto anche sui nostri tornanti? Vediamo di cosa si tratta.
🏔️ Cos’è la 100 Colls: 48 Ore e Nessun Percorso Obbligato
Il format è semplice da spiegare e difficilissimo da interpretare. L’organizzazione consegna una mappa con i passi che assegnano punti, ognuno con un valore diverso. Da lì in poi tocca a te: hai 48 ore per decidere dove andare, quali valichi meritano il tuo tempo e quanto riposo concederti.
Non vince per forza chi va più veloce. Vince chi prende le decisioni migliori. C’è chi punta su tante salite vicine tra loro con pochi punti ciascuna, e chi punta ai valichi più remoti e più ricchi, accettando trasferimenti lunghissimi. Meteo, traffico, lavori in corso e stanchezza obbligano a rivedere il piano di continuo.
La 100 Colls è nata in Catalogna nel 2022, organizzata da CROM Events, con circa 100 partecipanti alla prima edizione. Dopo cinque edizioni spagnole, l’ultima con oltre 330 iscritti, è arrivata la trasferta oltralpe.
🇫🇷 – Com’è Andata la Prima Edizione Francese
Al via si sono presentati oltre 190 motociclisti, pronti a misurarsi con mete leggendarie come il Galibier, l’Iseran e l’Alpe d’Huez. La quota d’iscrizione era di 299 € per il pilota e 99 € per il passeggero.
A vincere sono stati Marc Baurier e Ferran Sacristán, in sella a una Kove 800 : 46.002 punti in 48 ore e il titolo di primi “Masters” della storia della 100 Colls France.
Le storie più belle, però, sono quelle dietro la classifica. Laurent Costa è rimasto senza navigazione in piena montagna e ha ricostruito l’itinerario a mano con una vecchia mappa Michelin e un quaderno. È arrivato fino in fondo e ha portato a casa il Trofeo Espíritu 100 Colls. Bernard Husson era tra i primi il sabato pomeriggio, ma le gomme sono calate più del previsto: ha scelto la sicurezza, ha perso posizioni e ha tagliato comunque il traguardo. La corsa si è chiusa senza incidenti.
📊 Tabella: Mototurismo Tradizionale vs Sfida a Punti
| Caratteristica | Il Mototurismo Tradizionale | La Sfida dei “100 Passi” |
|---|---|---|
| Percorso | Itinerario scelto in base a tappe e soste | Libero, costruito dal pilota su una mappa a punteggio |
| Ritmo di guida | Rilassato, panoramico, con soste frequenti | Intenso, scandito da strategia e tempo a disposizione |
| Pianificazione | Tappe medie e margini flessibili | Studio di valichi, distanze, quote e meteo |
| Impegno fisico | Moderato | Elevato, con molte ore in sella tra i tornanti |
| Vero obiettivo | Godersi il viaggio | Fare le scelte giuste per 48 ore |
🏍️ Che Moto Serve per una Sfida Così?
La risposta può sorprendere: non serve una maxi-enduro da 20.000 euro. Una buona moto da turismo o una crossover di media cilindrata va benissimo, e su centinaia di curve una moto relativamente leggera ha più di un vantaggio. Non è un caso che la coppia vincitrice abbia corso con una media cilindrata.
Contano posizione di guida, autonomia, protezione aerodinamica, comfort della sella, pneumatici adeguati, capacità di carico e affidabilità. Una moto che ti permette di guidare per otto ore senza distruggerti schiena e polsi vale più di qualche cavallo in più.
😮💨 Il Vero Avversario? La Fatica
Guidare per ore infilando un tornante dopo l’altro richiede una concentrazione chirurgica. Dopo molte ore in sella arrivano stanchezza, cali di attenzione e tempi di reazione più lunghi. Il pilota è parte integrante dell’equipaggiamento e va gestito come la moto.
Anche il numero di chilometri racconta poco. Contano il dislivello cumulato, le ore di guida, le soste e il meteo. Per questo, in un viaggio normale, meglio dividere il percorso in più giornate anziché trasformarlo in una corsa contro il cronometro.
🔧 I Consigli di JoBiKer
Se vuoi cimentarti in un tour alpino con decine di passi, fai prima un check-up completo.
Gomme: controlla pressione, battistrada e condizioni generali. Sui passi lavorano tantissimo e trovano asfalto freddo, umido o sporco. La storia di Husson insegna che l’usura può cambiarti la strategia.
Freni: pastiglie e dischi devono essere in ordine. Le lunghe discese mettono a dura prova l’impianto, soprattutto con moto carica e passeggero.
Catena: tensionamento e lubrificazione contano ancora di più su un viaggio di molti chilometri.
Sospensioni: con borse e bagagli la moto cambia comportamento, quindi regola il precarico del mono in funzione del carico.
Batteria e impianto elettrico: GPS, smartphone, interfono e ricariche fanno salire i consumi. Verifica che tutto funzioni prima di partire.
Navigazione di riserva: Costa ci ha insegnato che una mappa cartacea può salvare la giornata quando la tecnologia si arrende.
🇮🇹 – Un “100 Passi d’Italia” È Possibile?
Qui arriva la parte più interessante. L’Italia ha un patrimonio di valichi che non invidia nulla a nessuno: lo Stelvio a 2.758 metri, il Gavia a 2.621, il Colle delle Finestre a 2.178 con il suo lungo tratto sterrato, poi Dolomiti e Appennini con centinaia di strade da collegare. Per ora non risultano annunci ufficiali di una versione italiana, ma la materia prima non manca di certo.
Un ipotetico “100 Passi d’Italia” potrebbe anche non essere affrontato in un solo viaggio. Si potrebbe dividere il percorso in tappe: Nord-Ovest, Alpi centrali, Dolomiti, Appennino settentrionale, centrale e meridionale. Diventerebbe un modo per scoprire territori molto diversi tra loro.
Il bello è che il numero finale conta poco. Puoi fermarti a 20, arrivare a 50 o provare davvero quota 100. Ogni passo è una strada percorsa, un panorama visto e una curva imparata. Se l’idea ti affascina, parti da una sola zona: scegli dieci passi vicini, costruisci un itinerario di due o tre giorni e aumenta la difficoltà solo quando hai capito quanto riesci davvero a guidare ogni giorno.
Il Verdetto: Biker vs Joker
🧠 Il punto di vista del Biker
“Una sfida come la 100 Colls è l’espressione più alta del mototurismo esplorativo. Costruire la tua strategia, gestire fatica e meteo e fidarti della tua moto su tracciati alpini così selettivi ti regala un bagaglio tecnico ed emotivo che nessun tour organizzato può darti. E la cosa bella è che non serve il supereroe: serve testa, preparazione e voglia di scoprire.”
🃏 L’Opinione del Joker
“Quarantotto ore a fare calcoli su punti, quote e tempi, con la mappa in una mano e la stanchezza nell’altra… ma vi volete fermare un attimo a mangiare un panino con i piedi sotto il tavolo? La moto è nata per la libertà, non per trasformare le ferie in un turno di lavoro a duemila metri! Volete fare la sfida dei cento passi? Fatela pure. Ma se a metà strada trovate un rifugio con una birra fresca e una curva che vi fa sorridere, fermatevi, che la classifica può aspettare. Meno Stress in Moto e più Relax!”
E tu, Biker, affronteresti mai una maratona di 48 ore tra i passi alpini o preferisci viaggiare con calma godendoti il paesaggio? Qual è il passo che ti è rimasto più impresso? Faccelo sapere nei commenti qui sotto!








