Se cerchi asfalto largo e pieghe da 130 km/h, il Mortirolo non fa per te. Ma se vuoi metterti alla prova su uno dei valichi alpini più ripidi, tecnici e affascinanti d’Italia, sospeso tra Valtellina e Val Camonica, questa strada è una tappa obbligata per ogni motociclista che ama la guida in montagna.
Incastonato a 1.852 metri di altitudine, il Passo del Mortirolo (noto anche come Passo della Foppa) offre pendenze che sfiorano il 18-20%, tornanti strettissimi immersi nell’ombra dei boschi di conifere e un silenzio alpino interrotto solo dal rombo del motore. Non a caso è considerato una delle salite più dure d’Europa, tanto da essere stato più volte teatro di tappe leggendarie del Giro d’Italia.
Come Arrivarci: i Due Versanti Principali
Per vivere al meglio la giornata, il consiglio di JoBiKer è salire dal versante “terribile” e scendere da quello più dolce (o viceversa), così da provare entrambe le anime del passo.
1. Il Versante Ovest: la salita mitica da Mazzo di Valtellina
Strada: Strada Comunale per il Mortirolo, da Mazzo di Valtellina (SO)
Il percorso: circa 12,4 km per 1.300 metri di dislivello, con pendenza media del 10,5% e punte che in alcuni tratti superano il 18-20%. La carreggiata è strettissima, il fondo spesso umido e ombroso, e i tornanti numerati (oltre 30, a seconda di come li si conta) mettono a dura prova l’equilibrio e la gestione della frizione. Il tratto più duro si incontra dopo circa 4 km, superata la chiesetta di San Matteo.
Carattere: estremamente tecnico, stretto, ripido e ombroso: la salita più dura e iconica del gruppo.
2. Il Versante Est: da Monno, in Val Camonica
Strada: SP81
Il percorso: sale da Monno, vicino a Edolo. Volendo partire direttamente da Edolo, la salita misura circa 17 km con pendenza media intorno al 6-7%, decisamente più umana. La strada è più ampia, il fondo più regolare e le pendenze meno esasperate.
Carattere: più fluido, panoramico e luminoso, ideale come discesa dopo aver “sofferto” sul versante di Mazzo.
L’Itinerario Consigliato: l’Anello Mortirolo-Gavia (circa 110 km)
Un semplice “su e giù” dal Mortirolo dura poco. Per una giornata di moto davvero memorabile, il passo si presta perfettamente ad essere abbinato al vicino Passo di Gavia:
Tirano → Mazzo di Valtellina → Salita al Passo del Mortirolo (1.852 m) → Discesa verso Monno → Ponte di Legno → Passo di Gavia (2.621 m) → Bormio → Tirano
Un anello di circa 110 km che mette insieme due dei valichi più duri e scenografici delle Alpi italiane, con paesaggi che passano dai boschi di conifere agli scenari quasi lunari della vetta del Gavia.
Cosa Vedere e Dove Fermarsi a Fotografare
Il monumento a Marco Pantani (tornante 11, versante Mazzo): sosta praticamente obbligata per ogni appassionato di due ruote. Al tornante numero 11 si trova la scultura in acciaio dedicata al “Pirata”, nel tratto dove nel 1994 nacque il mito della sua fuga solitaria contro Indurain durante il Giro d’Italia. Una curiosità recente: nel 2024 i Comuni di Mazzo di Valtellina e Monno hanno avviato l’iter per intitolare ufficialmente il passo alla memoria di Pantani, con il nuovo nome “Passo del Mortirolo – Cima Pantani”.
Il cippo del Passo del Mortirolo (1.852 m): la classica foto con la moto davanti al cartello del passo, tappa fissa per chi lo scala da qualunque versante.
Lago del Mortirolo: poco distante dal valico, sul versante di Monno, si trova questo piccolo specchio d’acqua alpino, perfetto per sgranchirsi le gambe e fare due passi nel verde.
Dove Mangiare: Rifugi e Locali in Zona
La cucina tra Valtellina e Val Camonica non perdona: pizzoccheri, polenta taragna e formaggi di malga regnano sovrani.
- Rifugio Antonioli: situato nei pressi del passo, è il classico punto tappa per i motociclisti, con cucina di montagna e ampi spazi esterni.
- Rifugio al Lago del Mortirolo: vicino al piccolo lago sul versante di Monno, ottimo per una sosta più tranquilla con vista sui monti.
Prima di partire, ti consigliamo comunque di verificare orari e apertura stagionale dei rifugi, che in alta quota possono variare molto tra estate e resto dell’anno.
I Consigli di JoBiKer per Affrontare il Mortirolo in Moto
Uso del clacson e traiettorie: la strada da Mazzo è stretta, e due veicoli faticano a incrociarsi. Suona prima dei tornanti ciechi e non allargarti mai oltre il centro della carreggiata.
Occhio al freno posteriore: in salita ripida il freno posteriore aiuta a tenere la moto in tiro nei tornanti stretti a sinistra senza spegnere il motore. In discesa, usalo per dosare la velocità senza surriscaldare l’anteriore.
Attenzione a foglie e umidità: il versante di Mazzo è immerso nel bosco ed è spesso umido. Traiettorie pulite, niente sgasate brusche sulle strisce d’asfalto all’ombra.
Chiusure stagionali: il Passo del Mortirolo, come molti valichi alpini, resta aperto solo nella bella stagione (indicativamente da maggio a novembre, meteo permettendo). Controlla sempre le condizioni prima di partire.
Il Verdetto: Biker vs Joker
🤠 Il consiglio del Biker
“Il Mortirolo richiede rispetto e massima concentrazione. Dimenticate la velocità e concentratevi sulla gestione della frizione e dello sguardo. Nei tornanti più stretti da Mazzo, guardate in alto verso l’uscita della curva prima di inserire la moto. È un’ottima palestra per affinare la tecnica di guida nello stretto.”
🤡 L’uscita del Joker
“Ma quale palestra, qui si soffre! La salita da Mazzo fa sudare pure dentro al casco! Giri il manubrio così stretto nei tornanti che rischi di specchiarti nel tuo stesso scarico! Arrivati in cima ci si spara una porzione doppia di pizzoccheri carichi di burro fuso e poi ci si tuffa sul Gavia per fare doppietta! Gas scalpitante e prima marcia piantata fino in vetta!”
E tu, preferisci affrontare il Mortirolo salendo dal versante duro di Mazzo o ti stuzzica di più l’idea di inserirlo nell’anello completo con il Gavia?








