Se esiste un luogo in cui la strada sembra arrampicarsi fin dentro al cielo, quel luogo è il Colle del Nivolet. Situato a 2.612 metri di altitudine a cavallo tra il Piemonte (Valle dell’Orco) e la Valle d’Aosta (Valsavarenche), il Nivolet non è un semplice valico alpino: è un’esperienza mistica su due ruote, immersa nello scenario incontaminato del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
A differenza di altri passi celebri, il Colle del Nivolet ha una particolarità che lo rende unico: è una strada a fondo cieco. Una volta arrivati in cima, l’asfalto si interrompe poco dopo il valico (diventando un sentiero sterrato vietato ai mezzi motorizzati che scende in Valle d’Aosta). Questo significa che non c’è traffico di passaggio, ma solo viaggiatori che cercano la purezza della montagna. Vediamo come affrontarlo in sella, cosa vedere lungo il percorso e i dettagli per pianificare il viaggio.
🗺️ L’Itinerario: La salata da Cuorgnè al rifugio
L’accesso stradale al Nivolet avviene esclusivamente dal versante piemontese, risalendo la suggestiva e selvaggia Valle dell’Orco lungo la SP50.
- La prima parte (Da Cuorgnè a Ceresole Reale): La salata inizia in modo graduale. Si attraversano caratteristici borghi montani come Locana e Noasca. Qui la strada regala una vera scarica di adrenalina: la famosa galleria di Noasca (lunga circa 3,5 km e ben illuminata) ha sostituito il vecchio e strettissimo tracciato esterno a tornanti. Superata la galleria, si sbuca nella splendida conca di Ceresole Reale, costeggiando il suo grande lago artificiale.
- La sfilata dei Laghi e la vetta: Da Ceresole Reale in poi inizia la vera magia. La strada si restringe, la vegetazione ad alto fusto scompare per lasciare spazio alle rocce e ai pascoli d’alta quota. Si affronta una sequenza impressionante di tornanti stretti arrampicati sulla roccia, superando in rapida successione il Lago Serrù e il Lago Agnel. Arrivati al cartello del valico a 2.612 metri, lo sguardo si apre su un altopiano costellato di laghetti alpini minori, dominato dai ghiacciai del massiccio del Gran Paradiso.
📸 Cosa vedere e dove fermarsi lungo il percorso
Il Nivolet è un paradiso naturalistico e paesaggistico. Le soste fotografiche e contemplative sono d’obbligo:
- La Diga del Lago Serrù: C’è un punto panoramico iconico, reso celebre anche dal cinema (qui fu girata la scena finale del film The Italian Job del 1969). Fermarsi sul muraglione della diga offre una vista spettacolare sulla strada appena percorsa che si snoda come un nastro d’asfalto tra le montagne.
- I Piani del Nivolet e l’Avvistamento della Fauna: Una volta superato il valico, l’altopiano è il regno incontaminato di stambecchi, camosci e marmotte. Spegnete il motore della moto per qualche minuto: non è raro sentire i fischi delle marmotte o avvistare i grandi erbivori alpini a pochi metri dalla strada.
- Il Rifugio Chivasso e il Rifugio Savoia: Situati poco oltre il colle, sono i punti di sosta ideali per i motociclisti. Qui potrete parcheggiare la moto e concedervi un pranzo tipico a base di polenta concia, spezzatino di cervo, funghi e un buon bicchiere di vino rosso, concludendo con il tradizionale Caffè alla Valdostana nella coppa dell’amicizia.
Nota importante sulla viabilità: A causa dell’altitudine elevata, il colle è aperto al traffico soltanto nei mesi estivi (solitamente da metà giugno a ottobre). Inoltre, per preservare l’ambiente, nelle domeniche di luglio e agosto gli ultimi 6 km (dal Lago Serrù al Colle) sono parzialmente regolamentati o chiusi al traffico motorizzato in determinate fasce orarie, con servizi di navetta sostitutivi. Pianificate la scalata nei giorni feriali per godervela al massimo in sella!
🛡️ I Consigli di Jobiker
La salita al Nivolet richiede una guida fluida e pulita: la carreggiata nell’ultimo tratto è stretta, priva di mezzeria e con pendenze importanti che richiedono una gestione millimetrica di marce basse e freni.
Se affrontate questi tornanti alpini in sella a una scattante moto naked, ricordate che in quota le temperature crollano rapidamente anche in piena estate: vestitevi a strati e portate sempre dietro una membrana antivento. Per chi è alle prime armi ed è alle prese con le prime uscite impegnative in quota, magari avendo comprato la propria prima moto a 40 anni, il Nivolet richiede pazienza: affrontate i tornanti a raggio stretto senza fretta, sfruttando la frizione ed evitando di invadere la corsia opposta nelle curve cieche.
Per aggiornamenti e info ufficiali visitate il sito ufficiale del Parco Nazionale Gran Paradiso.
🥊 Il Verdetto: Biker vs Joker
🤠 Il consiglio del Biker
“Il Colle del Nivolet è una perla che richiede immenso rispetto. La strada è stretta, a tratti priva di barriere protettive continue ed è frequentata da molti ciclisti e pedoni. Non è il posto giusto per cercare la piega al limite o la velocità. Il segreto qui è far scorrere la moto con dolcezza, godendosi la spinta del motore in salita e usando il freno motore in discesa per non surriscaldare gli impianti. Arrivare in cima con un passo pulito, circondati da vette di quattromila metri, è una delle soddisfazioni più grandi per un vero mototurista.”
🤡 L’uscita del Joker
“Ragazzi, il Nivolet è quel posto pazzesco dove parti dalla pianura piemontese con trenta gradi e arrivi in cima che ti sembra di essere finito dentro al congelatore di casa tua! La strada è talmente spettacolare e i tornanti sopra i laghi così stretti che se soffrite di vertigini vi conviene guardare fisso il cruscotto della moto! Ma la vera tragedia sapete qual è? Che lassù la polenta concia è così buona e pesante che dopo aver svuotato il piatto al rifugio vi serviranno almeno cinquanta cavalli in più nel motore solo per riuscire a riportare voi e la vostra pancia a valle! Copritevi bene e occhio alle marmotte che vi guardano perplessi!”
E tu hai già conquistato i 2.612 metri del Colle del Nivolet? Hai affrontato la stretta via dei laghi in solitaria o ci sei andato in compagnia del tuo motoclub? Raccontaci la tua avventura ad alta quota nei commenti qui sotto!








